(ANSA) – ROMA, 25 FEB – I numeri del crowdfunding in Italia sono ancora bassi ma il fenomeno inizia a trovare una sua strada nel real estate. Il nuovo sistema di raccolta collettiva di capitali, introdotto con il decreto legge 179/2012, comporterà infatti un salto culturale e non sarà una semplice vetrina internet per potenziali investitori. E’ uno dei risultati emersi nel corso dell’incontro “La Competitività del Mercato Immobiliare Italiano in vista dell’Expo”, organizzato dal capitolo italiano della Federazione internazionale del real estate, Fiabci. Secondo l’Osservatorio della School of management del Politecnico di Milano, in Italia esistono 14 portali operativi ma dall’avvio della legge sono stati pubblicati in totale 15 progetti, 4 dei quali chiusi con successo (nessuno riguardava il real estate), 5 senza successo e 6 ancora aperti. Il target medio di raccolta si è attestato sui 344.160 euro, per un totale di 1,30 milioni di euro. “In Italia, molti vedono ancora le piattaforme di raccolta collettiva come entità lontane, che nascondono una fregatura e hanno ancora in mente la multiproprietà quando si parla di investire insieme ad altri – ha spiegato Antonio Campagnoli, presidente di Fiabci Italia – serve invece un cambio di mentalità per capire che questo strumento, soprattutto nel real estate, si inserisce perfettamente in una rivoluzione economica già in atto. Dal car sharing al co-housing, nuove forme di utilizzo condiviso dei beni sono una realtà. Su questa scia, il crowdfunding sarà il mezzo ideale per finanziarie progetti immobiliari innovativi, caratterizzati dalla condivisione in tutte le fase: dal reperimento dei capitali, allo step decisionale”. Il momento è propizio anche in virtù di alcuni possibili benefici fiscali, in modo particolare quelli del cosiddetto Investment Compact riservati alle Pmi innovative, che si presentano come il veicolo ideale cui intestare i progetti. Gli investitori, se privati, godono infatti di una detrazione sul reddito pari al 19% per un investimento fino a 500.000 euro. Se aziende, di una deduzione pari al 20% (fino a 750.000 euro).(ANSA).

 

http://www.a-realestate.it/news/economia_mercati/150225_fiabci.html

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