Rapporto Federimmobiliare 2012

La Federimmobiliare ha di recente pubblicato il rapporto “L’Industria Immobiliare Italiana 2012”, comprensivo di un’indagine Delhi, di alcuni contributi sulla situazione attuale del RE, e dei punti di vista delle diciotto associazioni appartenenti alla Federazione.

Fra queste, la FIABCI si è espressa attraverso le parole del suo Presidente, Giancarlo Bracco.
Attivamente impegnata, fin dal 2008, nella ricerca di soluzioni efficaci da mettere in atto per minimizzare gli effetti della crisi ed agevolare la ripresa economica, FIABCI, alla luce della sua forte presenza sullo scenario internazionale, ha focalizzato la propria attenzione sulla crescita, rapida e costante nell’ultimo decennio, che interessa i paesi emergenti, fra cui Cina, India e Russia.

In queste nazioni si è affermato, negli ultimi anni, un nuovo ceto benestante, interessato a stabilirsi in Occidente spinto dalla necessità di assicurare benessere, un futuro ed un’educazione adeguata alla propria famiglia.
Le famiglie abbienti dei Paesi in via di sviluppo hanno quindi cominciato a guardare all’estero per acquistare casa e stabilirvi la propria residenza, accrescendo la domanda rivolta al settore immobiliare di qualità.

In Europa la Gran Bretagna è il paese che meglio ha dimostrato di sapere rispondere a queste esigenze, attraverso un’offerta di immobili adeguata e una serie di innovazioni nel sistema legislativo, volte a facilitare gli investimenti e l’ottenimento della residenza per i nuovi investitori stranieri.

L’Italia, dal canto suo, risulta invece attualmente impreparata a cogliere i benefici legati alla presenza di investitori e clienti provenienti dai paesi emergenti.

Le cause che hanno concorso a definire lo scenario attuale sono riconducibili alle scelte di politica economica spesso basate sulla costante svalutazione della moneta, che hanno condotto i risparmiatori a cercare dei beni-rifugio quali il “mattone”, facendo sì che la forte domanda interna producesse scarsa attenzione per la qualità degli immobili costruiti, alla mancanza di una “scuola” che abbia formato veri professionisti del RE e alla rigidità e complessità del sistema normativo contraddistinto da leggi urbanistiche inadeguate.

È dunque fondamentale che l’Italia adegui la propria struttura produttiva, economica e legislativa in base alle reali esigenze del nuovo mercato globale in crescita costante, puntando su tutte le qualità che la caratterizzano e che la rendono un brand riconosciuto a livello mondiale: la qualità della vita, l’ambiente naturale, l’eccellenza in campo artistico e culturale, la raffinatezza dello stile e la creatività. La vera crescita non potrà quindi che accompagnarsi al giusto equilibrio tra innovazione e tradizione.

Share Button

Leave a reply